fbpx
Logo Stefano Pera
✕

Login

Password dimenticata?

0

€0.00

✕
  • Chi Sono
  • Blog
  • Metodo I.O.I.
  • Contatti
  • Shop
Logo Stefano Pera
  • Chi Sono
  • Blog
  • Metodo I.O.I.
  • Contatti
  • Shop
✕

Login

Password dimenticata?

0

€0.00

✕
  • Chi Sono
  • Blog
  • Metodo I.O.I.
  • Contatti
  • Shop

La velocità, nel business, è un vantaggio?

Ottobre 30, 2022
vantaggi nel business

vantaggi nel business

Il tema della rapidità, nel mondo dei vantaggi nel business, ha un ruolo particolare e specifico . Si parla molto dell’importanza della velocità nel momento in cui determinati progetti vivono una fase delicata, o per esempio quando si prefigura un’occasione commercialmente rilevante che va colta in un tempo rapido. Altrimenti lo farà un concorrente.

Oppure al contrario, quando notiamo qualcosa che non va nella nostra impresa, un processo che non funziona come dovrebbe o un dipendente maldisposto, dovremmo essere sufficientemente tempestivi da individuare la criticità nel minor tempo possibile, al fine di evitare che un problema piccolo diventi una valanga, con tutto ciò che ne consegue.

Eppure di velocità credo sia il caso di parlare anche da un punto di vista diverso, ossia quello, a mio avviso preponderante, in cui essa non solo non è necessaria ma anzi deleteria.

La velocità è uno dei vantaggi nel business?

La rapidità di esecuzione è un principio tipico dell’approccio business anglosassone degli anni Ottanta, spesso declinato anche nella narrativa letteraria e cinematografica. 

Il classico imprenditore di successo che prende decisioni difficili in pochi secondi. E riesce a licenziare cento dipendenti o acquisire un’azienda in fallimento nell’arco di una manciata di minuti.

Ecco, anche tolti gli estremi, questo tipo di dinamica nella realtà non esiste oppure non funziona. Perché in tutti i casi che non siano quelli espressi all’inizio essere rapidi può essere soltanto un problema.

Pensiamo all’avvio di un progetto, che può essere legato o meno al delicato processo di Passaggio Generazionale. Questo è qualcosa che richiede mediamente molto tempo, o comunque un tempo necessario a ché il suo svolgimento e la sua efficacia non siano danneggiati da comportamenti o azioni prematuri.

Introduzione delle figure decisionali

Ho visto con i miei occhi decine di aziende complicarsi la vita curando l’introduzione di nuove figure decisionali in modo sbagliato.

Inserire nell’organico persone nuove, soprattutto se giovani e collocate in un ruoli delicati, è qualcosa che richiede tempo. Esso è necessario poiché le persone che già lavorano all’interno dell’impresa devono avere uno spazio per metabolizzare il cambiamento. Per capirne i motivi e gli effetti, per apprezzarne i benefici.

La velocità, in questi casi, dà un solo risultato: inibisce la riflessione degli altri. In più spinge a sintetizzare i ragionamenti verso strade più semplici e che rispondono alle sensazioni “di pancia”.

“Quella persona è incapace / raccomandata / antipatica”

“Ricopre quel ruolo perché amica / parente”

“Non ho intenzione di essere collaborativo con lui/lei”.

Passaggi generazionalI: un tema di rapidità

Questi sono esempi di ragionamenti frutto di un passaggio generazionale troppo rapido, nella quale i dipendenti sono poco coinvolti e dove c’è stato poco tempo e spazio per il confronto, per l’approfondimento, per la conoscenza.

Una sintesi, seppur di fantasia, di un processo nel quale la rapidità ha vinto sull’efficacia (immaginando che risparmiando tempo si sarebbero risparmiati capitali, per esempio) all’efficacia.

Uscendo dal discorso “passaggio generazionale” e Change Management in generale, scopriamo che il concetto non cambia: la velocità può rappresentare comunque un problema.

Pensiamo all’avvio di un progetto, come il lancio di un nuovo brand, di una nuova campagna di comunicazione o quant’altro.

Tutti processi che per loro natura richiedono tempo ma che per natura dell’imprenditore, spesso, tendono a voler essere completati in un tempo rapidissimo.

Vantaggi nel business: tempistiche nei lanci dei prodotti

C’è infatti la convinzione, fra molti tra coloro che fanno il mio lavoro, che un progetto di monetizzazione debba uscire sul mercato il prima possibile. Come se quell’efficacia per qualche ragione debba per forza diventare un’urgenza, al fine di raggiungere il tanto sperato risultato in breve tempo.

Anche in questo caso, siamo completamente fuori strada. Una campagna di comunicazione, per rappresentare davvero uno dei vantaggi nel business, richiede tempo per essere ben ponderata: va studiata la forma, il contenuto del messaggio, i destinatari, i canali da utilizzare, le formule per trasformare l’attenzione in conversione, la durata, l’adeguamento dei processi per accogliere l’impatto della campagna a seconda del concretizzarsi dei vari scenari.

È impensabile realizzare tutto questo lavorando “in velocità”. Si tratta di un approccio che mina la qualità del lavoro, lascia poco spazio alla riflessione (e ai “tempi morti”, che sono fondamentali per concepire se qualcosa sta andando nella direzione sbagliata). 

Ecco, ci vuole il tempo di capire se c’è un errore di fondo che sulle prime non è stato notato. E questo è incredibilmente deleterio perché in ogni caso il mercato troverà quell’errore e lo farà scontare all’azienda, non premiandola come essa vorrebbe, quando sarebbe bastato prendersi del tempo in più per capire dove fosse la criticità della campagna e sistemarla.

In buona sintesi, la velocità è un mito, una metrica di vanità di cui nessun imprenditore ha davvero bisogno, e che può essere un alleato solo in pochissimi contesti, molti meno di quelli in cui può essere il peggior nemico.

Teniamone sempre conto.

Condividi
Alessandro Blasi
Alessandro Blasi

Post correlati

affiancamento aziendale

affiancamento aziendale

Agosto 30, 2026

VENDITORE 4.0: SINCERITÀ, REPERIBILITÀ E IL PASSAGGIO DAL COMMERCIALE AL CONSULENTE


Leggi tutto
Agosto 23, 2026

COESIONE AZIENDALE: SPAZI DI LAVORO, RITUALI QUOTIDIANI E TRASPARENZA DELLA DIRIGENZA


Leggi tutto
Agosto 16, 2026

COESIONE AZIENDALE: LEADERSHIP ORIZZONTALE, IL COSTO NASCOSTO DEI CONFLITTI E IL PASSAGGIO GENERAZIONALE


Leggi tutto

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

© 2023 Stefano Pera | All Rights Reserved | Privacy Policy |  Cookie Policy | Termini e Condizioni

✕

Accedi

Password dimenticata?

Creare un account?

✕

Cart

Procedi con l'ordine Visualizza carrello
Grazie per la tua richiesta

Grazie per la tua richiesta, controlla la tua casella mail per ricevere l’estratto gratuito.